Ecco la prima pietanza gourmet realizzata da un’intelligenza artificiale

Le Ai-tapas sono la prima pietanza gourmet realizzata interamente da un algoritmo, in grado di abbinare gli ingredienti in modo sensato e di ispirare nuovi menù, con applicazioni che spaziano dal gestire le intolleranze alimentari all’ottimizzazione della logistica

Dublino – Riuscirà mai un’intelligenza artificiale a mettere a punto nuove ricette capaci di tenere testa a quelle degli chef stellati? Ciò che un’intelligenza artificiale oggi può sperabilmente fare è, in sostanza, dare una mano nel processo di ideazione della ricetta, suggerendo qualcosa che possa ispirare chi la realizzerà.

Non si tratta comunque di un compito semplice: nel campo della creatività applicata alla ristorazione, infatti, le possibili combinazioni di ingredienti e di sapori sono praticamente infinite. E nel mentre emergono delle limitazioni di cui tenere conto sulla base delle preferenze culturali, delle diverse diete e delle questioni legate alla salute, che spaziano dalle intolleranze alimentari alla preferenza per cibi con specifiche proprietà nutrizionali.

I primi esperimenti però esistono già. Al centro di innovazione The Dock di Accenture a Dublino è in fase di sviluppo avanzato un algoritmo che permette di ideare e personalizzare gli abbinamenti di sapore in tempo reale. Il flusso di lavoro del sistema informatico è simile a quello di un team di persone: anzitutto si raccolgono grandi quantità di dati su tutti gli ingredienti, sugli archivi di ricette, sui parametri da rispettare e sulle preferenze dell’utente. Successivamente il sistema elabora un rete di collegamenti che intreccia tutti le varianti possibili, e poi valuta ogni accostamento mancante nel database in base a tre parametri fondamentali: la piacevolezza al palato, la novità del sapore e il fattore wow.

Alla termine del processo l’algoritmo prende una sua decisione, ossia propone una combinazione di ingredienti che secondo lui risulterebbe gradevole per il nostro palato. Come ovvio, non basta una coppia di ingredienti per avere una ricetta, quindi almeno per ora si prevedere l’intervento di un esperto di cucina per determinare consistenze, quantità e l’eventuale aggiunta di qualche ulteriore elemento.

Una volta trasformati in una ricetta vera e propria dalle mani di uno chef in carne e ossa, questi stuzzichini frutto di un algoritmo, sono stati soprannominati Ai-tapas. Il risultato all’assaggio? Piuttosto strano, di sicuro inedito, e decisamente niente male per essere frutto del lavoro di un cervellone elettronico!

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