La Stazione spaziale internazionale non esisterà più

Che fine farà la Stazione spaziale internazionale, che entro il 2028 sarà “smantellata, distrutta o riutilizzata parzialmente”? Ecco una panoramica sui possibili scenari:

Dal 20 novembre 1998, la Stazione spaziale internazionale orbita senza sosta attorno al nostro pianeta, a circa 400 chilometri di quota. Ha percorso finora oltre otto miliardi di chilometri e vi si sono condotti centinaia di esperimenti scientifici: secondo i piani, continuerà a funzionare fino al 2024 per poi essere “smantellata, distrutta o riutilizzata parzialmente” entro il 2028. Viene naturale chiedersi, allora, cosa succederà dopo: chi raccoglierà le vestigia della Stazione? Con cosa la sostituiremo? Ecco una panoramica sui possibili scenari futuri.

Questione di soldi

Il futuro della Stazione spaziale internazionale non è legato solo a questioni scientifiche e tecnologiche, ma anche a questioni monetarie. Lo scorso anno, la Nasa ha fatto sapere che il budget 2019 avrebbe “incluso delle proposte per terminare il finanziamento della Stazione spaziale internazionale entro il 2025”, lasciando però aperta la porta a un eventuale affitto ad agenzie private“Siamo in una situazione in cui esistono enti in grado di garantire una gestione economica efficiente della Stazione spaziale internazionale”, aveva detto Jim Bridenstine, amministratore dell’agenzia spaziale statunitense.

Il messaggio, neanche troppo velato, è abbastanza chiaro: non abbiamo abbastanza fondi da destinare al mantenimento della Stazione, e siamo alla ricerca di partner disposti a subappaltarla. Resta da vedere, ora, chi farà la prima mossa in questo senso.

I piani della Cina

Uno dei progetti possibili è la Chinese Large Modular Space Station, grande stazione modulare che rappresenta la terza e ultima fase del programma Tiangong. La Chinese Large Modular Space Station sarà probabilmente un veicolo composto da tre moduli pressurizzati, disposti a forma di T: un elemento centrale e due moduli che fungeranno da laboratori scientifici e ospiteranno un airlock per il supporto delle attività extraveicolari e un braccio robotico.

Nasa-bis: il Deep Space Gateway

Ma la Nasa ha già in mente un rimpiazzo per la Stazione spaziale internazionale. Già due anni fa, infatti, l’agenzia americana siglò un accordo preliminare con Roscosmos con l’obiettivo di unire le forze per realizzare la Deep Space Gateway, una grande stazione orbitante attorno alla Luna. Come la Stazione spaziale, dovrebbe essere completamente assemblato in orbita: il lancio del primo modulo, dal peso di 50 tonnellate, è programmato per il 2022; seguiranno a breve gli altri componenti principali, tra cui un braccio robotico, l’habitat per l’equipaggio e l’airlock. Se tutto dovesse andare secondo i piani, il Gateway potrebbe essere già operativo entro la metà del 2025.

Un pallone nello Spazio

Si chiama B330 ed è un un habitat spaziale gonfiabile (il numero 330 si riferisce ai metri cubi di volume disponibile) al cui sviluppo stanno lavorando gli esperti di Bigelow Aerospace. O più precisamente un insieme di habitat: ciascun B330, nelle intenzioni dei progettisti, potrà operare come stazione spaziale indipendente. L’8 aprile 2016 la Nasa ne ha lanciato e collegato uno alla Iss, mettendolo alla prova per due anni. Una delle peculiarità dei B330 è il loro rivestimento esterno, dello spessore di quasi mezzo metro, che costituisce un’ottima protezione da micrometeoritiradiazioni spaziali e immondizia orbitante.

Hotel orbitante

Non è propriamente un piano per il dopo-Iss, ma è comunque un’idea: l’agenzia spaziale russa ha annunciato, nel 2017, un progetto di costruzione di una suite a cinque stelle da agganciare alla Stazione spaziale internazionale negli ultimi anni della sua vita. L’hotel dovrebbe essere dotato di quasi tutti i comfort: una cupola da cui ammirare la Terra, attrezzi per fare ginnastica e wi-fi. Prevista anche, come optional, la possibilità di uscire a fare una passeggiata spaziale sotto la supervisione di un membro dell’equipaggio. Il lancio è previsto per il 2021. E il costo? Non proprio economico: 60 milioni di dollari per un mese di permanenza.

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